Fenomenologia del rampollo

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Chi è davvero il rampollo, viene da chiedersi. Nelle nostre piccole città di provincia, specialmente nei pressi dei licei del centro storico, non è raro imbattersi in alcuni esemplari di rampollo.

Il rampollo discende da famiglia alto borghese, padri e nonni si tramandano studi professionali, aziende, proprietà, tenute. La sorte lavorativa del rampollo è pertanto già (tristemente) segnata.

Lo stesso giovine erede, solitamente di notevole statura, ha un portamento goffo, impacciato, pure l’incedere è talvolta faticoso. La favella non è fluida, per tacere delle relazioni con l’altro sesso, contrassegnate dall’impaccio, dall’imbarazzo quando non dal disagio aperto.

Nonostante tutto, il rampollo non è isolato socialmente. Le proprietà di famiglia, a cominciare dalla piscina della villa estiva, lo rendono attraente agli occhi di coetanei e coetanee, come nei migliori film di Woody Allen. Idem il portafogli di papà, rapido nel riparare ai danni che il rampollo causa a cose o persone.

In conclusione, non so bene quale sia il mio sentimento nei confronti del rampollo. In passato avrei solo pensato a beffeggiarlo, oggi prevale in me un sentimento misto tra una compassata pietas e una distaccata simpatia.

Rampolli di tutto il mondo, unitevi!